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“Ammazzare stanca”, raccontare no: quando il mito della mafia non fa più paura
Nel tempo in cui la malavita è diventata intrattenimento, un film sceglie di disinnescare l’immaginario invece di alimentarlo. Tra nord e sud, padri e figli, rituali svuotati e fame di denaro, emerge il ritratto di un potere che ha cambiato forma mentre lo guardavamo altrove. Un racconto che rifiuta l’epica e costringe lo spettatore a fare i conti con una violenza quotidiana, spenta, senza alibi estetici







