“Ammazzare stanca”, raccontare no: quando il mito della mafia non fa più paura 

“Ammazzare stanca”, raccontare no: quando il mito della mafia non fa più paura 

 Nel tempo in cui la malavita è diventata intrattenimento, un film sceglie di disinnescare l’immaginario invece di alimentarlo. Tra nord e sud, padri e figli, rituali svuotati e fame di denaro, emerge il ritratto di un potere che ha cambiato forma mentre lo guardavamo altrove. Un racconto che rifiuta l’epica e costringe lo spettatore a fare i conti con una violenza quotidiana, spenta, senza alibi estetici 
«Era mia sorella, si chiamava Manuela», così Maria Claudia Loi, racconta il coraggio silenzioso dalla poliziotta morta con e per Borsellino  

«Era mia sorella, si chiamava Manuela», così Maria Claudia Loi, racconta il coraggio silenzioso dalla poliziotta morta con e per Borsellino  

Non è solo la storia di un’agente uccisa dalla mafia, ma il ricordo struggente di una ragazza normale, legata ai suoi affetti, capace di affrontare la paura senza mai tirarsi indietro. Dalla Sardegna a Palermo, dalla nostalgia di casa alla scelta di restare al suo posto fino all’ultimo giorno in via D’Amelio