Il rilancio delle periferie capitoline: cosa resta della lotta di due donne antimafia 

Il rilancio delle periferie capitoline: cosa resta della lotta di due donne antimafia 

«Le periferie romane, ma in generale tutte le periferie, sono sempre state zone franche per la politica e dimenticate da tutti. Per questo le mafie comandano quei territori: laddove lo Stato arretra, la criminalità organizzata avanza». Lo dice Federica Angeli, giornalista di Repubblica dalla decennale esperienza nella lotta contro la criminalità organizzata a Ostia e in tutta la Capitale. I clan usano lo spaccio, l’usura e l’abuso sugli alloggi popolari per consolidare il loro controllo. Virginia Raggi, sindaca di Roma dal 2016 al 2021, impegnata in prima linea contro l’illegalità, rimarca proprio l’importanza del business immobiliare nell’espansione della mala: «Il racket delle case popolari è purtroppo uno dei business più redditizi per le mafie e questo consente ai boss di usare, a costo zero, case che non sono loro, vendendole addirittura a persone che le occupano ingiustamente a discapito del reale assegnatario». Dove manca un presidio sociale, il trasporto pubblico è un miraggio e i servizi culturali sono inesistenti, avanza il malaffare: lo spaccio prende il posto dei centri ricreativi, l’usura sostituisce le banche e l’abusivismo edilizio diventa la norma. Riqualificare queste aree non significa semplicemente rifare le facciate o piantare alberi: significa ingaggiare una battaglia decisiva per la legalità, strappando metro dopo metro questi territori al controllo delle mafie. L’abbandono delle periferie capitoline non è solo un fatto di bilancio, ma un atteggiamento politico. Per decenni quartieri come Romanina, San Basilio, Quadraro e interi municipi come quello di Ostia sono stati trattati come discariche sociali. I fondi pubblici si concentrano sul centro storico e sulle aree turistiche. Inoltre, la presenza delle forze dell’ordine è spesso ridotta al minimo indispensabile, lasciando campo libero a forme di microcriminalità. 

Cultura contro criminalità 

Roma non è solo il centro politico e amministrativo d’Italia, ma anche un polo di attrazione e investimento per le principali organizzazioni criminali. Le sue vaste e complesse periferie, in particolare, sono diventate terreno di radicamento e scontro tra mafie storiche, come la ’ndrangheta e la camorra, salde specialmente negli appalti e nello spaccio ad alto livello, e gruppi criminali autoctoni che gestiscono il controllo delle piazze e dei quartieri mantenendo una soglia di violenza tale da scoraggiare le denunce. I gruppi di famiglie criminali che tentano di spartirsi il territorio sono numerosissimi: Gambacurta, Sgambati, Cordaro, Sparapano, Moccia, Casamonica, Spada, Fasciani, Senese e altri. Romanina, Quadraro, Tuscolano, Tor Bella Monaca, Quarticciolo, San Basilio, Centocelle, Primavalle, Trionfale e Boccea sono considerate le zone più colpite dagli affari malavitosi, che si estendono fino a Ostia, municipio sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2015, nell’ambito dell’inchiesta “Mafia Capitale”. Questi luoghi sono caratterizzati da un’alta densità abitativa e da un forte degrado sociale; qui la droga è il motore economico principale. 

“Spaccio Arte” 

Il progetto simbolo della riaffermazione della sovranità dello Stato e della riqualificazione urbana e sociale è stato “Spaccio Arte”, che ha permesso di occupare le piazze criminali con iniziative culturali, provando a colpire le organizzazioni criminali. Virginia Raggi ne descrive l’impatto sui cittadini: «Nonostante siamo stati attaccati a volte proprio da quegli spacciatori e da quei clan che venivano bloccati nelle loro attività, avevamo però il supporto dei tanti cittadini onesti che potevano, finalmente, uscire di casa e vivere la piazza o la strada senza paura. Le forze dell’ordine, capito il nostro obiettivo, non potevano che supportarci». Federica Angeli fornisce anche i dati economici di questa azione: «Abbiamo organizzato eventi culturali, musicali e sportivi, transennando per 48 ore le strade dello spaccio. Pusher e criminali hanno perso 1 milione di euro ogni fine settimana, da aprile a settembre, con questa operazione». 

Lo Skate Park Internazionale 

A Ostia, le azioni hanno incluso il riordino del litorale e l’investimento nello sport con la creazione dello Skate Park Internazionale come strumento di aggregazione. «La realizzazione dello Skate Park, una struttura pubblica e quindi aperta a tutti gratuitamente, è stata costruita secondo gli standard necessari per le competizioni internazionali. Ha avuto il merito di aver fatto arrivare a Ostia i mondiali di skate, che chiaramente torneranno, avvicinando sia tanti giovani a uno sport popolare, sia tanti campioni a un municipio sicuramente periferico, ma che ha tanto da offrire. Tra l’altro, avviando un modello di gestione pubblica che consente di affiancare ai corsi a pagamento a tariffe ridotte anche un utilizzo aperto e gratuito per tutti», dice Federica Angeli. Sono stati avviati anche progetti come “Il lavoro nobilita il quartiere” e corsi di giornalismo d’inchiesta per i giovani. 

La “via del rigore” negli appalti 

Per contrastare l’infiltrazione mafiosa nell’economia legale, Virginia Raggi ha agito blindando gli appalti capitolini e applicando il rigore all’interno dell’amministrazione comunale. La sua testimonianza è stata portata alla Commissione parlamentare antimafia nel 2016. Raggi, in quella sede, ha ritenuto fondamentale ribadire la necessità di limitare gli affidamenti diretti e prevedere controlli stringenti, facendo ciò che è giusto e non ciò che conviene. «Ovviamente questo implica la limitazione al massimo degli affidamenti diretti, ossia quelli fatti chiamando direttamente le ditte a cui affidare i lavori, senza prevedere alcuna competizione tra concorrenti, e di effettuare sempre tutti gli ulteriori controlli che aiutano a limitare l’ingresso di imprese “compiacenti” o criminali. Avviare una formazione dei dipendenti sulla normativa degli appalti aiuta a creare squadre competenti che sappiano seguire quanto prescrive la legge». Riguardo all’applicazione del rigore all’interno del Comune, l’ex sindaca conclude dicendo: «Noi abbiamo scelto di premiare i competenti e, parallelamente, abbiamo fondato una Scuola capitolina di aggiornamento e formazione permanente proprio per supportare tutti in un percorso di crescita e aggiornamento che aumentasse la qualità dei processi e, quindi, dei servizi erogati». 

Abbattimenti e nuova vita ai beni sequestrati 

Secondo Virginia Raggi, l’operazione che ha simboleggiato la rivalsa della legalità è stato l’abbattimento dei villini abusivi dei Casamonica nel quartiere Quadraro: «Ricordo bene la notte del 20 novembre 2018, quando con 400 uomini della polizia locale siamo andati ad abbattere i villini dei Casamonica. Si sono riuniti tanti cittadini increduli e con le lacrime agli occhi per la soddisfazione di vedere finalmente quei criminali cacciati da un luogo che non solo avevano occupato abusivamente per oltre 40 anni, ma che nel tempo era diventato il simbolo della loro impunità». 

Negozi aperti e “Missione reporter” 

Federica Angeli, durante l’anno da delegata alle periferie, ha promosso il progetto “Il lavoro nobilita il quartiere”, restituendo ai cittadini i locali commerciali del Comune chiusi da anni. «Abbiamo messo a bando tutti i negozi delle case Erp, dunque il patrimonio immobiliare del Campidoglio, con progetti messi a punto da associazioni e cittadini dei diversi quartieri. Riqualificare significa riaprire saracinesche, avere luce, servizi, movimento e questo manda via spaccio e malaffare», dice Angeli, che oltre a questa iniziativa ha reso possibile anche il progetto “Missione reporter”, coinvolgendo i ragazzi dai 12 ai 18 anni in un corso di giornalismo d’inchiesta. «È stato emozionante: giovani che non si erano mai spostati da casa sono andati a fare i reporter allo stadio Olimpico o a scoprire periferie che non conoscevano. Muretto dopo muretto sono andata a prendermeli», racconta Angeli. 

Le aggressioni mafiose in periferia 

L’ex sindaca capitolina ha partecipato ai “Caffè della Legalità” al Roxy Bar per manifestare solidarietà a Roxana Roman, vittima nell’aprile 2018 di un pestaggio da parte di Antonio Casamonica e di altri malavitosi nel suo locale, nel quartiere Romanina. «Da subito abbiamo manifestato solidarietà ai giornalisti brutalmente aggrediti e abbiamo seguito il processo che si è concluso con una condanna. Non abbiamo mai abbassato la guardia contro i clan, che, purtroppo, colpiscono la nostra Capitale. L’impatto di queste iniziative sulla lotta alla criminalità organizzata a livello locale è fondamentale», dice Virginia Raggi, che ricorda quando Federica Angeli, con straordinario coraggio, si è aggiunta alla sua squadra per lavorare sulle periferie e sulle marginalità per contrastare i clan. Raggi chiude dicendo: «Per debellare la criminalità non sono sufficienti le azioni di difesa e solidarietà civile, ma servono da un lato la presenza costante delle istituzioni nelle periferie e in tutti i quartieri “di frontiera”, la riattivazione dei servizi — a partire dall’illuminazione, dal rifacimento delle strade, dalla riqualificazione di parchi e piazze, dalla presenza dei bus, ecc. —, l’avvio di iniziative culturali e di rilancio dell’economia e una costante presenza delle forze dell’ordine e di polizia come deterrente. Le periferie non possono essere trattate come quartieri di serie B solo perché sono fisicamente lontane dal centro».