All’Infernetto, periferia sud di Roma, c’è una porta che si apre su via del Martin Pescatore 4. Dietro quella soglia, un locale del Comune abbandonato per molti anni ha cambiato volto: oggi è “Ohana”, uno spazio sociale dove silenzio e ragnatele hanno lasciato il posto alle risate dei giovani in formazione, al tintinnio del ghiaccio che scivola nei drink, al profumo di caffè tostato e a parole come “cura”, “trasparenza”, “riscatto”. Le vetrate che inondano di luce i tavoli, le piante sospese e le tende dai motivi tribali che accolgono all’ingresso raccontano già molto: non è solo un bistrot, è un’idea diventata spazio. “Ohana”, significa famiglia – e qui famiglia è chi sceglie di costruire insieme, con rispetto e responsabilità, un luogo rigenerato dopo anni di abbandono, trasformato in un presidio quotidiano di legalità.
Come diventare manager antimafia
Sono passati due mesi dal giorno dell’inaugurazione ufficiale ma il fermento non si è spento. Anzi, la curva dell’entusiasmo cresce giorno dopo giorno. Il 22 maggio il locale ha aperto le porte non solo al quartiere, ma a una visione: un modello possibile di gestione partecipata di un bene comunale, affidato a ragazzi e ragazze – dai 16 ai 23 anni – che con 144 ore di formazione partecipando al progetto “Management Antimafia” dell’associazione #Noi Antimafia e Uil, diventeranno manager di beni tolti alle mafie. All’inaugurazione erano presenti volti istituzionali come Tobia Zevi, assessore al Patrimonio del Comune di Roma, e PierPaolo Bombardieri, segretario generale della Uil che in questo progetto ha investito tanto, oggi a dare sostanza al progetto sono 15 giovani, che, dietro il bancone imparano a servire caffè, cocktail rivisitati con la stessa cura con cui raccontano la loro esperienza. È nelle loro mani che l’idea prende forma ogni giorno. Tra le mensole del locale non solo bibite e snack, ma anche i libri a ricordare che legalità non è un principio astratto, ma un impegno quotidiano. La presenza della giornalista Federica Angeli – presidente onoraria di #Noi – accanto al presidente Massimo Coluzzi, ha simbolicamente unito due generazioni: chi ha combattuto in prima linea contro le mafie e chi oggi costruisce il cambiamento attraverso una colazione, un aperitivo e un percorso formativo che va a colmare una lacuna dello Stato nella gestione dei beni confiscati alle mafie.
“Management Antimafia”: un’accademia di legalità per i giovani
“Ohana” non è un semplice bar: è la sede operativa di un progetto pilota chiamato “Management Antimafia”, ideato dall’associazione #Noi in collaborazione con la Uil. Il progetto nasce da un’intuizione del presidente Massimo Coluzzi, maturata dopo anni di osservazione del fallimento sistematico nella gestione dei beni confiscati. Troppo spesso, infatti, questi immobili – una volta sottratti ai clan – faticano a rinascere, anche per la mancanza di competenze imprenditoriali di chi li amministra. Gli amministratori giudiziari, infatti, sono commercialisti che è un mestiere differente dal manager. Per questo Ohana si propone come “un’accademia di gestione” dove giovani selezionati imparano come amministrare un’attività economica legale e sostenibile acquisendo strumenti pratici e professionali. Al termine del percorso formativo, il gruppo di professionisti formati sarà messo a disposizione delle istituzioni competenti – il Tribunale (Sezione Misure di Prevenzione) e l’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati – contribuendo ad attivare un circuito virtuoso: locali sottratti alle mafie che possono riaprire e funzionare in tempi rapidi. L’obiettivo è colmare quel vuoto di competenze che ancora oggi rallenta o ostacola il riutilizzo effettivo dei beni confiscati nel lasso di tempo che va dal momento del sequestro alla messa a bando.
Il circuito virtuoso
«Quello che vogliamo costruire qui è una rete sociale di cittadini responsabili – spiega Lorenzo Coluzzi, presidente della sezione giovani di #Noi e direttore di Ohana – che non solo condivide l’obiettivo dell’associazione, ovvero migliorare il territorio, ma anche quello di impegnarsi per un futuro nella gestione dei beni sottratti alla criminalità. Il progetto consente ai partecipanti formati di essere segnalati all’Agenzia nazionale dei beni confiscati, attraverso il circuito degli amministratori giudiziari. Così, in futuro, un bene tolto ai clan potrà essere gestito da uno di noi, fino al momento della sua assegnazione alla collettività tramite bando». La formazione, dunque, non è fine a sé stessa, ma crea un legame diretto tra i giovani e la rete di gestione dei beni confiscati, garantendo continuità e professionalità.
Rinascere dalle ceneri
Un tempo quello che oggi è Ohana, si chiamava “La Casina del Bosco” ed era un punto di ristoro molto frequentato nel cuore della pineta di Castel Fusano. Il locale è molto famoso anche perché qui Carlo Verdone girò la celebre scena del flipper nel film Troppo Forte (1986). Negli ultimi anni, però, la struttura è rimasta un bene comunale inutilizzato, diventando un simbolo di degrado, come purtroppo accade a tanti immobili pubblici non valorizzati. Oggi quel luogo rinasce grazie a un bando del Comune di Roma – promosso dal Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio – che permette l’assegnazione in concessione di immobili comunali a enti del Terzo Settore e associazioni senza scopo di lucro per realizzare progetti di interesse generale: culturali, sociali, formativi o educativi. L’avviso pubblico, approvato con Determinazione Dirigenziale n. 2400 del 27/11/2023, e basato sul Regolamento DAC 104/2022, prevede un canone agevolato dell’80% per gli assegnatari no profit. L’immobile di via del Martin Pescatore 4, nel municipio X, è stato assegnato all’associazione #Noi grazie al progetto “Management Antimafia”.
I corsi di formazione
Il cuore del progetto sono loro: i giovani, ragazze e ragazzi che seguono i numerosi corsi di Management Antimafia, alternando teoria e pratica. I 16 pionieri – per la verità questa è la seconda edizione del corso, i primi 10 partecipanti del 2023 hanno già tutti un impiego – hanno imparato le tecniche della caffetteria, per servire espressi e cappuccini a regola d’arte; hanno seguito lezioni “di avvicinamento al vino” e scelto loro quali vini servire nel locale; studieranno come gestire i costi di un’attività commerciale, tenere i conti in ordine e garantire la sostenibilità ambientale nella scelta della carta da usare. E ancora: come fare drink ma anche come relazionarsi a dipendenti con disabilità fino al contatto con i fornitori, che sono il tallone d’Achille dei locali tolti alle mafie. I circuiti malati delle organizzazioni criminali infatti si alimentano di fornitori complici che a loro volta entrano nel business della ristorazione imponendo i loro prodotti. “I fornitori di Ohana – ha spiegato il Presidente #Noi, Massimo Coluzzi – sono stati accuratamente selezionati e i nostri ragazzi li useranno, una volta finite le 144 ore di formazione, nei beni che andranno ad amministrare”.
Cappuccini ed eventi culturali
Ora che “Ohana” ha aperto i battenti, i giovani mettono in pratica con entusiasmo e serietà tutto ciò che hanno appreso. Già nei giorni successivi all’inaugurazione si possono vedere dietro al bancone intenti a preparare caffè e cappuccini, oppure in sala a servire i primi clienti del quartiere o ancora a occuparsi del magazzino e della scelta di prodotti. «L’associazione crede nei giovani: siamo un gruppo di ragazzi che si sono uniti e stanno provando a immergersi in un lavoro nuovo che nessuno di noi conosceva», racconta con orgoglio Lorenzo Coluzzi. «Cerchiamo di mettere in pratica i valori della legalità: comportarsi bene, rispettare gli altri… secondo me è molto più semplice di quanto si dica. Bastano buona volontà idee chiare per rendere la legalità accessibile a tutti». Il locale Ohana, non è quindi un bar, ma anche un luogo di incontro e cultura. «Stiamo organizzando presentazioni di libri, eventi culturali e serate a tema. Il sogno è coinvolgere quanti più giovani possibile, per farne un punto di ritrovo per noi ragazzi», spiega Coluzzi jr. E perché no, aggiunge sorridendo, trasmettere le partite importanti come i mondiali di calcio sul maxischermo, tutti insieme con pizza e birra, «sarebbe molto divertente». Insomma, allegria, bellezza e legalità – come recita lo slogan di #Noi – si mescolano nel quotidiano di Ohana.



