Professione reporter: per fare il giornalista bisogna essere iscritti all’Albo? 

Professione reporter: per fare il giornalista bisogna essere iscritti all’Albo? 

«Per fare il giornalista, che piaccia o no, come per altre professioni, bisogna essere iscritti a un albo». Sono le parole di Federica Angeli, cronista di Repubblica, che con un post sulla sua pagina Facebook pubblicato il 14 luglio 2025 ha aperto un dibattito che ha messo al centro una domanda chiara: chi può definirsi giornalista oggi? Quanto scritto dalla cronista antimafia ha suscitato le ire di chi millanta di essere giornalista pur non essendo iscritto all’ordine. E senza che nel post sia stata citata, la prima a rispondere è stata la blogger Selvaggia Lucarelli che attaccando personalmente la Angeli, posta lo screenshot del post Facebook chiosando: “Pensate questa che si sveglia una mattina chiaramente assalita da un indomabile rosicamento e invita la gente ad andarmi a denunciare in procura e all’Ordine. Perché io non sono una giornalista e quindi non bisogna fidarsi perché sono abusivaaa. Il tutto mentre è da anni collega di Molinari a Repubblica”. 

Albo o articolo 21? 

Insomma per giorni il dibattito e le polemiche sono andate avanti con tantissimi commenti sul post della Angeli e posizioni opposte: chi dava ragione alla cronista da anni sotto scorta per le sue inchieste contro la mafia di Ostia e chi invece evocava l’articolo 21 della Costituzione. Nell’era in cui i social hanno sdoganato l’opinione di chiunque e i casi mediatici sono destinati a diventare dei casi di cronaca, sempre più opinionisti e blogger pensano di svolgere una professione che invece richiede per essere svolta un esame di Stato e l’iscrizione all’Albo dei giornalisti se si esercita come mestiere. Per questo abbiamo interpellato esperti del settore per cercare di fare chiarezza, perché la questione è tutt’altro che scontata. Tutti possono scrivere la propria opinione sui giornali, ma i cronisti sono quelli deputati a fare informazione. 

Informare non è opinare: cosa dice la legge 

«Qui non si tratta di avere un’opinione, ma di seguire quello che stabilisce la legge – ha spiegato a #Noi Antimafia Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti – nel 1963 è stato istituito un ordine professionale a cui è obbligato a iscriversi chi svolge attività giornalistica, quella che cerca notizie, le verifica, le contestualizza e poi le diffonde. Sui giornali possono scrivere opinionisti, premi Nobel, intellettuali, ma siamo in un ambito diverso: fare informazione vuol dire dare notizie, non scrivere dei commenti – ha continuato Bartoli – L’articolo 21 della costituzione difende la libertà d’espressione di ogni cittadino, quindi tutti possono scrivere sui giornali. Diverso però è fare informazione professionale. Commentare qualche volta una partita di calcio non è fare giornalismo, siamo in un altro ambito». 

Giornalisti senza tesserino 

«Fare il giornalista prevede l’iscrizione all’Ordine e chi scrive deve essere retribuito secondo il contratto nazionale di lavoro giornalistico» ha dichiarato a #Noi Antimafia Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi).  «La questione deve essere guardata da una prospettiva più ampia – ha aggiunto – Andy Rocchelli, fotoreporter ucciso in Ucraina nel 2014, mentre documentava la guerra nella regione del Donbass, ad esempio non aveva il tesserino, eppure la Fnsi si è costituita come parte civile del processo. Stessa cosa vale per Roberto Saviano, minacciato dalla camorra. Cosa dovremmo fare verso queste figure? Non dovremmo difenderle?».  

L’illusione di essere cronisti 

A parte le eccezioni però il dato oggettivo è che se esiste una legge che stabilisce e detta le regole di una professione, chi non le rispetta è fuorilegge. «Al giorno d’oggi, con i tanti strumenti di comunicazione che ci sono, alcuni possono avere l’illusione di essere dei giornalisti – ha spiegato a #Noi Antimafia Stefano Corradino, inviato di Rainews 24 e presidente di Articolo 21, associazione che dal 2002 lotta per la tutela della libertà d’informazione – Tuttavia il giornalismo è una professione, e per farla serve esperienza, lavoro sul campo. Il tesserino è un bollino di qualità, che dà al lettore un certo livello di affidabilità della notizia». Per Corradino le cose stanno così: «La scuola che si frequenta per diventare cronista insegna le modalità per lavorare, che prevedono il rispetto dei codici deontologici e le storie che hai da raccontare». Dello stesso parere è Silvestro Ramunno, presidente dell’Odg dell’Emilia-Romagna, che, intervistato da #Noi Antimafia, ha affermato: «Chi è iscritto all’Ordine ha degli obblighi deontologici che permettono di fare un’informazione corretta verso l’opinione pubblica, come cercare la verità sostanziale dei fatti, rispettare le persone, soprattutto in situazioni di fragilità, e diffondere le notizie in maniera tempestiva, senza aspettare il momento più comodo». 

Libertà o esercizio abusivo della professione? 

Quello dell’esercizio abusivo della professione è una questione controversa. Diversi sono i blogger che si presentano ai lettori come giornalisti, nonostante non ne abbiano i titoli. La difesa più comune è il richiamo ai principi dell’articolo 21 della Costituzione, che stabilisce il diritto di ognuno di esprimere il proprio pensiero ovunque, anche sui giornali. Ma essere un giornalista ed esercitare le proprie libertà sono cose diverse. «Se si svolge la professione giornalistica in maniera professionale, scrivendo spesso, e si è conosciuti come giornalisti, ma non si è iscritti all’Ordine, si cade nell’esercizio abusivo della professione – ha chiarito Ramunno – Dobbiamo vedere la questione con gli occhi dell’opinione pubblica: i cittadini devono sapere se chi scrive è un vero giornalista, perché solo in questo caso si hanno degli obblighi verso i cittadini». 

Il caso Lucarelli 

Un fenomeno sempre più diffuso sul web è quello dei corsi di giornalismo tenuti da non giornalisti. Tra i tanti, il più discusso è stato quello organizzato da Selvaggia Lucarelli, firma del giornale Il Fatto Quotidiano, attualmente non iscritta all’Ordine. Alla somma di 150 euro, la nota opinionista ha offerto tre lezioni di giornalismo nel 2023. Carlo Bortoli ha un’opinione chiara sulla questione: «Può un non medico insegnare a fare il medico? Chi accetterebbe di apprendere qualcosa da chi non è abilitato?». Anche Corradino non ha dubbi: «Questa cosa andrebbe denunciata, perché non è corretto. Serve esperienza e maturità per poter formare dei giornalisti, e a volte non hanno le competenze per farlo neanche chi è iscritto all’ordine». «Intervenire in qualche modo è molto complicato – ha detto Ramunno – le uniche cose che queste persone non possono fare è promettere l’iscrizione all’albo, visto che è una competenza esclusiva dell’ordine regionale». Ma per il presidente dell’Odg dell’Emilia-Romagna il tema va ben oltre le questioni legali: «Bisogna fidarsi di chi è iscritto all’albo e dichiara quello che è. Il giornalista ha molti vincoli, che consentono di garantire l’affidabilità della notizia».