Non chiamatelo più soltanto bistrot. Ohana è cresciuto, e lo ha fatto insieme ai ragazzi del progetto Management Antimafia che, giorno dopo giorno, sotto la guida del direttore Lorenzo Coluzzi, hanno imparato a pensarlo, gestirlo e soprattutto a immaginare cosa potesse diventare. Quello che era nato come un laboratorio sul campo oggi comincia a mostrare i suoi frutti: nuove idee, nuovi servizi, una proposta gastronomica ripensata, eventi e iniziative capaci di trasformare il locale di via del Martin Pescatore 4, all’Infernetto, in uno spazio da vivere dalla mattina alla sera. Sono cresciuti i ragazzi e con loro è cresciuto Ohana. E adesso arriva il momento di mettere alla prova tutto quello che hanno imparato. Dal nuovo menù digitale alle pinse create appositamente per il locale, dai cocktail speciali alle feste a colori, dai compleanni per bambini ai matrimoni nel bosco, fino alla Ohana Card, agli eventi aziendali, ai pranzi della domenica e alla Giornata dello Scambio: dietro ciascuna delle novità c’è un pezzo del percorso fatto in questi mesi. Perché il Management Antimafia nasce proprio con questa ambizione: trasformare la formazione in esperienza concreta e la legalità in capacità di fare impresa.
Il nuovo menù si consulta con un QR code
Una delle prime novità riguarda il menù. Basta inquadrare il QR code con lo smartphone per consultare direttamente la nuova proposta di Ohana. Una scelta pratica, ma anche un modo per aggiornare continuamente l’offerta e permettere ai clienti di scoprire con immediatezza tutto quello che viene proposto dal locale. Dal caffè all’aperitivo, dai fritti alle pinse, fino ai cocktail: il menù entra nello smartphone e può cambiare insieme a Ohana.
Pinse pensate per Ohana
Anche la proposta gastronomica si rinnova. Accanto ai fritti e alle pinse più tradizionali arrivano cinque pinse farcite studiate appositamente per Ohana, con abbinamenti che giocano tra sapori mediterranei, contaminazioni e ingredienti più ricercati. C’è La Pistacchiosa, con mortadella, stracciatella, pesto e granella di pistacchi; Fuoco e Miele, che mette insieme pomodoro, mozzarella, ’nduja, burrata e un filo di miele al peperoncino. Per chi preferisce il pesce arriva Aloha Salmon, su base bianca con robiola al lime, salmone affumicato, avocado, cipolla rossa marinata e semi di sesamo. Bosco d’Autunno punta invece sui sapori della stagione, con crema di zucca, speck croccante, gorgonzola dolce, noci e rosmarino. Chiude la proposta Mediterranea Segreta, con crema di melanzane arrosto, pomodorini confit, feta, olive taggiasche, basilico e scorza di limone.
I cocktail speciali
E poi ci sono i cocktail speciali. Non soltanto i grandi classici, ma una carta di cocktail speciali che punta su colori, ingredienti e presentazioni capaci di richiamare l’identità tropicale del locale. Tra questi Sofia, Ohana, Spritz Verde, Monkey Ice Frozen, Blush & Blossom e Faith: nomi e ingredienti sono liberamente ispirati a momenti e storie nate dentro Ohana. L’obiettivo è dare sempre più un’identità riconoscibile anche all’offerta food & beverage: non semplicemente qualcosa da mangiare o da bere, ma proposte pensate e create per essere riconoscibili come “di Ohana”, dal nome nel menù fino all’ultimo ingrediente nel piatto.
Arriva l’Ohana Card: dieci drink e l’undicesimo è offerto
Tra le novità c’è anche la Ohana Card, la fidelity card pensata per chi frequenta abitualmente il locale. La registrazione è gratuita e il funzionamento è semplice: si accumulano i drink acquistati e, raggiunti dieci, si riceve un drink in omaggio.
La card può essere richiesta registrandosi attraverso il modulo online dedicato:
Registrati per ottenere la Ohana Card
“La tua festa a colori”: il locale cambia insieme a chi festeggia
Rosa, arancione, giallo, verde, azzurro, viola, rosso, ma anche combinazioni più eleganti come bianco e oro o nero e argento. Una delle novità sulle quali Ohana punta maggiormente è “La tua festa a colori”. L’idea è trasformare il locale in base al colore scelto da chi organizza la festa: tavoli, dettagli, decorazioni e atmosfera vengono coordinati per costruire un evento personalizzato. Compleanni, lauree, anniversari, feste private e ricorrenze diventano così occasioni nelle quali non si prenota semplicemente uno spazio, ma si sceglie l’identità visiva della propria serata. La stessa filosofia viene declinata negli eventi a tema, con drink e menù su misura, allestimenti personalizzati, spazi riservati, musica e atmosfera costruiti intorno all’occasione.
Feste per bambini, uno spazio anche per i più piccoli
La nuova programmazione dedica un’attenzione particolare anche alle feste per bambini, con formule pensate per consentire alle famiglie di organizzare il compleanno in uno spazio accogliente e personalizzabile. Allestimenti, cibo, spazi e intrattenimento potranno essere costruiti in funzione dell’età dei bambini e del tipo di festa, con l’obiettivo di fare di Ohana un luogo da vivere anche in famiglia.
Non solo privati: Ohana apre agli eventi aziendali
La nuova stagione guarda anche alle aziende. Ohana propone i propri spazi per aperitivi aziendali, cene e team building, con aree riservabili e modulabili, service audio, allestimenti dedicati e formule di catering e drink list. Una proposta pensata per chi cerca un ambiente diverso dalle tradizionali sale riunioni o location aziendali e vuole trasformare una cena, un aperitivo o un incontro di lavoro in un momento di aggregazione.
Il pranzo della domenica diventa un appuntamento fisso
C’è poi un progetto che prova a recuperare un rito tutto italiano: il pranzo della domenica. Ogni prima domenica del mese Ohana propone un appuntamento a tavola costruito intorno a un menù composto da un primo, un secondo e un contorno a 15 euro, con prenotazione obbligatoria. L’idea è quella del pranzo lungo, condiviso, senza fretta: non semplicemente andare a mangiare fuori, ma ritrovarsi intorno a un tavolo. Una formula coerente con la parola scelta come nome del locale: Ohana, famiglia.
La Giornata dello Scambio: ogni oggetto porta con sé una storia
Tra le iniziative più particolari resta La Giornata dello Scambio. Il principio è semplice: portare qualcosa che non si utilizza più e rimetterlo in circolo. Libri, piccoli oggetti, ricordi, dischi, giochi, abiti o accessori possono passare da una persona all’altra. Ma c’è un elemento in più: chi partecipa è invitato a raccontare, anche soltanto con poche parole, la storia dell’oggetto che ha deciso di lasciare. Il risultato vuole essere qualcosa di diverso da un mercatino: un luogo di scambio, incontro e condivisione, nel quale ciò che per qualcuno ha terminato il proprio percorso può cominciarne uno nuovo nelle mani di un’altra persona. Un modo anche per recuperare il valore del riuso e ridurre gli sprechi, creando nello stesso tempo nuove relazioni.
Matrimoni nel bosco e feste costruite su misura
Anche il giardino di Ohana diventa protagonista. Tra alberi, luci e lanterne prende forma il progetto “Matrimoni nel Bosco”, pensato per chi cerca una cerimonia informale e immersa nel verde. Aperitivo di benvenuto, menù personalizzati, allestimenti su misura, musica e organizzazione degli spazi possono essere costruiti intorno alla coppia. Lo stesso principio vale per anniversari e altre ricorrenze: partire dallo spazio di Ohana e trasformarlo in funzione delle persone che hanno scelto di festeggiare lì uno dei momenti importanti della propria vita.
Da dicembre tornano gli appuntamenti di “Libri nel Bosco”
Le novità non cancellano uno dei progetti che maggiormente caratterizzano l’identità culturale del locale. “Libri nel Bosco” ripartirà da dicembre, riportando a Ohana scrittori, giornalisti e protagonisti del dibattito pubblico. La formula resta quella che ha caratterizzato gli incontri: non una presentazione ingessata, ma un confronto diretto tra autore e pubblico, fatto di domande, racconti e discussione. La cultura continuerà così ad avere uno spazio stabile accanto alla ristorazione, alla socialità e agli eventi.
Un nuovo sito per raccontare tutto quello che succede
A mettere ordine in un’offerta che si sta facendo sempre più ampia ci sarà anche il nuovo sito di Ohana, pensato come punto di riferimento per conoscere attività, menù, iniziative, appuntamenti culturali, feste, eventi e informazioni utili. Un passaggio importante anche per rendere più immediato il rapporto con chi già frequenta il bistrot e con chi, invece, lo scoprirà per la prima volta attraverso la rete.
Il motore del cambiamento? I giovani
«Vogliamo che siano i ragazzi a inventare il futuro di Ohana».A spiegare il senso di questa nuova fase è Lorenzo Coluzzi, direttore di Ohana e presidente della sezione Giovani dell’associazione antimafia #Noi. «Ohana per noi non è mai stato soltanto un bar o un bistrot. È un luogo nel quale i ragazzi possono mettersi alla prova davvero, avere un’idea e capire come trasformarla in qualcosa di concreto. Le nuove iniziative nascono proprio da questo lavoro: osservare quello che funziona, ascoltare chi viene nel locale, sperimentare e anche imparare dagli errori». Una filosofia che, secondo Coluzzi, rappresenta anche il cuore del progetto Management Antimafia: «Vogliamo che siano sempre di più i giovani a inventare il futuro di Ohana. Il Management Antimafia deve insegnare soprattutto questo: la legalità non è soltanto denuncia e contrasto alla criminalità, ma capacità di costruire un’alternativa che sappia stare in piedi, creare lavoro, aggregazione e valore per il territorio».
La scommessa dei ragazzi del Management Antimafia
Dietro pinse, QR code, cocktail, feste, pranzi ed eventi c’è infatti una storia che distingue Ohana da un normale bistrot. Il Management Antimafia nasce per mettere i giovani davanti a problemi e responsabilità reali: pensare un prodotto, organizzare un evento, comunicare, gestire un locale, attrarre pubblico e confrontarsi con la sostenibilità economica di un’attività. È una formazione che passa dalla pratica quotidiana. Anche immaginare una nuova pinsa, progettare una fidelity card, organizzare una festa per bambini o capire come promuovere un pranzo della domenica diventano esercizi di gestione. Perché amministrare un’attività significa anche imparare a farla funzionare. È questo il filo che lega tutte le novità. La legalità, qui, non vuole restare una parola scritta su una parete. Deve misurarsi anche con i conti, con le idee, con la capacità di inventare un menù, riempire una sala, organizzare una festa, creare relazioni e convincere qualcuno a tornare. Perché restituire un luogo alla collettività è il primo passo. La sfida più difficile è riuscire a farlo vivere ogni giorno.
