Conte: “La sicurezza? Né di destra né di sinistra. Questo governo ha indebolito la lotta alle mafie” 

Conte: “La sicurezza? Né di destra né di sinistra. Questo governo ha indebolito la lotta alle mafie” 

Leader di uno dei governi più attenzionati dalla comunità internazionale, quello “Giallo-verde”, presidente del Consiglio durante l’emergenza Covid, protagonista della caduta dell’esecutivo guidato da Mario Draghi. Queste e tante altre avventure politiche sono state raccontate da Giuseppe Conte nel suo ultimo libro “Una nuova primavera”, la storia di un uomo che incrocia le curve spigolose della vita di un partito, il Movimento 5 stelle, oggi secondo azionista del Campo largo. Nella Casa delle culture e della musica di Velletri, in dialogo con #Noi Antimafia, il presidente ha parlato di due temi presenti nel testo che sono stati, sono e saranno centrali nella campagna elettorale che accompagnerà gli italiani verso le elezioni del 2027: sicurezza e legalità.  

“Un tema sentito dai cittadini” 

A tutto il Campo largo arriva sempre la stessa critica: non si parla mai (o quasi) del tema della sicurezza. Giuseppe Conte però non ha paura di affrontarlo e lo fa senza giri di parole: «La sicurezza è un argomento molto ampio e corrisponde a un tema molto sentito dai cittadini». Sottolinea infatti che: «Bisogna assicurare la possibilità di potersi muovere, circolare liberamente, tornare tardi la sera senza essere aggrediti o dover stare in pensiero. Situazione che riguarda tutti: uomini, donne, chi prende la metropolitana, chi viaggia nelle ore notturne, chi vive in quartieri che non sono adeguatamente presidiati dallo Stato, non illuminati, degradati. È un bisogno primario, che va riconosciuto, e sottolineo che non è un argomento di destra o di sinistra. Su questo dobbiamo impegnarci molto, perché il Governo ha fallito proprio qui». 

Un problema più ampio 

Ma il presidente pentastellato non si è soffermato solo sull’aspetto “securitario” del tema. «C’è una prospettiva più ampia, cioè il piano della prevenzione. La sicurezza significa anche riqualificare i quartieri, rigenerare alcune periferie, centri urbani – ha continuato – significa anche dare la possibilità ai giovani di non stare per strada a bighellonare senza possibilità di avere la dignità di un lavoro, di non cadere preda della manovalanza e delle dipendenze. Ecco, dobbiamo cercare di offrire delle tutele a tutti i livelli». Non è trascurabile neanche la sicurezza sul piano sociale: «Questo è un altro tema che si ricollega sempre alla possibilità di vivere una vita dignitosa. Bisogna essere nelle condizioni di mettere su casa, famiglia e dare questa possibilità soprattutto ai giovani. È una prospettiva che dobbiamo garantire». 

La lotta alla mafia 

Per il leader del M5s la maggioranza non ha fatto abbastanza per il contrasto alla criminalità organizzata: «Il governo Meloni ha fatto della lotta alla mafia la sua bandiera, ma appunto è una bandiera che sventola senza avere una concreta applicazione. Questo fin dal primo decreto, quello sui rave party, che criminalizzava i ragazzi e i giovani che vanno nei raduni clandestini, e non credo che fosse quella l’urgenza che riguarda il Paese». Critico anche sulle altre misure portate avanti dall’esecutivo, che per Conte hanno addirittura indebolito la lotta alla mala: «Nello stesso tempo è stata rivista anche la concessione di benefici a chi sta al 41 bis, in qualche modo alleggerendo la pressione anche per fatti di mafia e terrorismo».  

Battaglie concrete 

«Di lì sono stati fatti tutta una serie di altri interventi – aggiunge – Hanno limitato le intercettazioni, hanno abrogato il reato di abuso d’ufficio, hanno ridimensionato il traffico di influenze illecite e anche i presidi anticorruzione». «La criminalità organizzata la combatti anche contrastando la corruzione perché la mafia insegue i soldi, le risorse anche pubbliche e quindi è chiaro che se non si contrasta la corruzione della pubblica amministrazione favorisci l’illegalità e ci sono tantissimi esempi – sottolinea Conte – Queste battaglie non vanno solo declamate, ma vanno perseguite in concreto».  

Occupazione militare della Rai 

Di fronte a una platea di spettatori, dialogando con il giornalista Tommaso Giuntella, tante sono state anche le critiche contro la gestione della Rai e il rapporto con i media da parte del governo.  «Oggi hanno occupato militarmente la Rai. In più hanno anche Mediaset e tre giornali di proprietà di un deputato della Lega. Neanche con Berlusconi c’era una situazione del genere – ha tuonato –  Abbiamo una presidente del Consiglio che può decidere di non rispondere alle domande dei giornalisti e quando vuole va nelle trasmissioni dei suoi trombettieri che le fanno delle domande inginocchiati. Questa è la ragione per cui non crolla nei sondaggi nonostante il malgoverno».