Se spesso si dice che le nuove generazioni siano distanti dalla politica, l’associazione antimafia #Noi ha dimostrato il contrario. Lo ha fatto con la rassegna “Giovani e Politici”, una serie di appuntamenti che hanno fatto incontrare i ragazzi con deputati italiani, europei, ex sindaci e politici che fino a quel momento avevano visto solo in tv o sui social. È stata una scommessa vinta dal presidente della sezione giovani di #Noi, Lorenzo Coluzzi, ideatore e motore dell’iniziativa, che dall’inizio del percorso, iniziato il 5 marzo e terminato il 30 aprile 2026, ha voluto mettere al centro le domande semplici e dirette di chi troppo spesso non ha voce. Otto sono stati gli ospiti: Marianna Madia, Valeria Campagna, Mauro D’Attis, Giorgio Salvitti, Virginia Raggi, Maria Elena Boschi, Angelo Bonelli e Dario Nardella.
«Ottimi risultati, continueremo»
«La politica mi ha sempre appassionato, però mi rendo conto che i giovani oggi vedono i politici come delle persone molto distanti da loro, quindi il nostro obiettivo era quello di avvicinare due mondi che si stanno allontanando» ha detto Coluzzi, che ha fatto un bilancio degli otto incontri: «Ogni momento è stato molto partecipato, i ragazzi con le loro domande hanno reso gli incontri molto stimolanti. Nonostante ci sia sempre la possibilità di migliorare, siamo convinti di aver preso la strada giusta e per questo non abbiamo intenzione di fermarci qui». Un’iniziativa vincente quindi, ma che non è stata impermeabile a difficoltà: «Abbiamo avuto degli ospiti di altissimo livello, quindi molto spesso facevano ritardo per via dei loro impegni istituzionali. Addirittura è saltato l’incontro con Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, perché proprio il giorno in cui sarebbe dovuto venire da noi doveva presiedere l’Aula per il voto di fiducia al governo. Ci è dispiaciuto sì, ma allo stesso tempo questa cosa ci ha fatto capire che siamo riusciti a fare qualcosa di grande» ha concluso il presidente della sezione giovani di #Noi.
Salvitti: “Vantaggi evidenti col sì al referendum”
Al pari di un talk show, sulle sedie di Ohana sono stati commentati i principali temi che sono stati protagonisti del dibattito pubblico italiano. All’indomani del referendum sulla giustizia, che il 23 marzo 2026 ha visto il No trionfare con il 53,74% dei voti, i ragazzi di #Noi hanno commentato l’esito insieme all’onorevole Giorgio Salvitti (FdI), consigliere politico di Francesco Lollobrigida nonché delegato per la terra dei fuochi. «Secondo me i vantaggi della riforma sarebbero stati evidenti, perché avrebbero permesso a difesa e accusa di essere sullo stesso piano – ha chiarito Salvitti – Avere due distinti organi del Consiglio superiore della magistratura avrebbe separato effettivamente gli interessi delle due parti». Infine, dopo aver ribadito la necessità di avviare un dialogo con i giovani, ha sottolineato l’impegno del governo sulla bonifica della Terra dei Fuochi: «Sono stati stanziati molti fondi e si è lavorato affinché venisse portata avanti l’opera di bonifica di una delle aree interne più colpite, anche se purtroppo alcune di queste hanno subito dei danni irreversibili».
Raggi: “A Roma non ci sarà il campo largo”
Nel primo bistrot antimafia di Roma è stata ospite anche l’ex sindaca della Capitale che del lavoro sulle periferie ha fatto il suo cavallo di battaglia: Virginia Raggi. Dure le sue parole sull’attività amministrativa di Roberto Gualtieri: «Per loro rigenerazione urbana significa dare mano libera ai costruttori per recuperare aree abbandonate puntando sul lucro. L’amministrazione deve indicare cosa costruire e cosa no, e secondo noi questo non sta avvenendo». Cementificazioni, assegnazioni dirette e rapporti con associazioni “vicine” sono i punti principali che hanno spinto la consigliera capitolina a prendere una posizione netta: «Per me il campo largo su Roma non può esistere, ci sono delle linee guida che contrastano con quello che ho fatto». Sul futuro del Movimento 5 stelle invece, le sue parole sono suonate quasi come un monito: «Non dobbiamo dimenticare le nostre origini. Chiedevamo politica onesta, fatta di progetti e capace di intercettare i bisogni non solo in campagna elettorale. Bisogna continuare a lavorare su questi temi. Il Movimento ha ancora molto da dire e può farlo con orgoglio».
Boschi: “Abbassare le tasse ai giovani”
Uno degli incontri più partecipati, dopo quello di raggi, è stato quello che ha visto ospite Maria Elena Boschi, ex ministra del governo Renzi e capogruppo alla Camera di Italia viva. Al centro è stato messo il tema delle nuove generazioni: «Noi abbiamo sempre messo al centro i giovani. Per farli restare in Italia dobbiamo ridurre le tasse: in un Paese dove la pressione fiscale è così alta, noi diciamo che non vanno alzate ma abbassate», sottolineando uno dei temi che contraddistingue il partito dell’ex premier da quelli della coalizione progressista. Boschi ha inoltre insistito su lavoro, impresa e valorizzazione dei talenti: «Vogliamo dare opportunità di lavoro, sostenere chi vuole fare impresa, puntare sul merito. Non solo facciamo proposte: quando siamo stati al governo abbiamo dato risposte concrete». Fondamentale anche il dibattito sulla sicurezza: «Sicurezza e legalità non sono valori della destra: sono valori di tutti e devono essere garantiti soprattutto ai più fragili. Lo abbiamo sempre declinato così: sosteniamo le forze dell’ordine, ma investiamo anche nella cultura. In alcune zone persino i negozi aperti sono un presidio di legalità».
Bonelli: «Il senatore Calenda mi lascia interdetto»
È sceso di corsa da una vecchia Subaru Crosstrek Angelo Bonelli, leader di Alleanza verdi e sinistra, arrivando da Ohana subito dopo il voto alla Camera sull’ultimo decreto sicurezza voluto dal governo. Di fronte ai giovani, oltre a soffermarsi sull’impegno delle opposizioni per Gaza, il deputato ha replicato alle accuse di Carlo Calenda, leader di Azione, che rimprovera ai leader del campo largo di non essere mai andati in Ucraina a sostenere il popolo in guerra: «Mi sembra di volare basso da questo punto di vista, non è questo il tema. Il senatore Calenda mi lascia interdetto: paragonare Palestina e Ucraina non ha senso, perché non ci sono due eserciti che si contendono. Abbiamo condannato l’invasione dell’Ucraina». Bonelli ha poi aggiunto: «Io non sono mai andato da ministro dello Sviluppo economico a San Pietroburgo, dopo la Crimea e l’uccisione di Anna Politkovskaja, a dire che dovevamo mantenere il dialogo e cooperare con accordi commerciali. Lui ha cambiato idea, io no. È necessario che ci sia diplomazia per fermare la guerra, come diceva papa Francesco». Rapiti i giovani rispetto ai suoi racconti sulla Ostia criminale che in passato, quando era consigliere del X Municipio, lo ha visto vittima di un attentato.
Nardella: “Non mi piace come sta lavorando Ursula von der Leyen”
Protagonista dell’ultimo appuntamento del 30 aprile è stato l’eurodeputato del Partito Democratico Dario Nardella. Numerosi i temi affrontati, a partire dalla posizione dell’Unione europea sui conflitti in corso. «La deterrenza si fonda sulla paura. Vi domando: volete vivere in un mondo fatto di paura? C’è stato un tempo in cui si credeva nel disarmo nucleare, e io voglio continuare a crederci» ha dichiarato. Per l’esponente dem l’apertura di nuove sedi diplomatiche e il dialogo sono le risposte efficaci al periodo di conflitto che il mondo sta vivendo. Non sono poi state risparmiate critiche alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: «Lei tiene molto alla sua immagine, a me non piace come sta lavorando» ha affermato senza sé e senza ma, ribadendo più volte la necessità di costruire un’Europa più forte e in grado di fronteggiare le sfide geopolitiche lanciate da Stati Uniti, Russia e Cina.

