Per anni legalità e sicurezza sono stati i temi di punta della politica interna. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, il 24 febbraio 2022, queste due parole sono state declinate sempre più in chiave diversa, soprattutto in relazione alla politica estera. Una tendenza che si manifesta chiaramente nel libro “Difendere la libertà” di Carlo Calenda, presentato all’Aquario Romano, nella Capitale, il 20 aprile 2026. Insieme a Guido Crosetto, ministro della Difesa, il leader di Azione ha ricordato incessantemente la necessità di difendere l’Europa, definita «Unico baluardo dei valori occidentali» da imperi come Russia, Cina e Stati Uniti. Tra i rischi in gioco la perdita della libertà d’informazione e le ingerenze straniere tramite i social media (e non solo). Un volume che riflette un’epoca e cerca di trovare soluzioni nell’epoca del disordine mondiale.
Libertà d’informazione a rischio
Tra i principali problemi della società occidentale c’è quello della libertà d’informazione. «I giornali non possono essere degli strumenti di lobby, sono degli strumenti per informare. Il problema è che se il giornalismo vale poco, alla fine questi grandi gruppi comprano per influenzare e non per informare» dice Calenda, ricordando i casi di Repubblica e la Stampa, che il leader non ha mancato ancora una volta di accusare di sottostare agli interessi del gruppo Elkan per coprire la sua fuga dall’Italia. Con l’acquisizione del gruppo greco la situazione migliorerà? «Spero di sì, non lo so» risponde l’ex ministro.
Un problema non solo italiano
Il rapporto tra i grandi gruppi editoriali non è un fenomeno tipicamente italiano secondo il senatore, ma riguarda tutto l’Occidente. «Guardate cosa sta succedendo in America, noi dobbiamo stare molto attenti perché perdere la stampa libera vuol dire perdere la democrazia» ha affermato senza mezzi termini. Ma se da un lato c’è un’emergenza legata alla stampa tradizionale, non ce n’è uno minore per quanto riguarda i social, che dal 2022 vengono costantemente influenzati. Un tema molto affrontato non solo nel volume, ma anche dalla proposta di legge di Azione, che porta la firma del senatore Marco Lombardo, che mira a proteggere le opinioni pubbliche occidentali da interferenze di questo genere. «Nel mio libro scrivo che questa è la prima priorità, perché anche in questo caso bisogna preservare uno spazio di democrazia. Se viene a mancare questo, cade tutto il resto» dice Calenda, che alla domanda sul perché questo ddl sia ancora fermo in parlamento ha un’idea chiara: «Perché non fanno un cacchio».

Crosetto «Abbiamo una visione del mondo fatta di legalità»
Quello di Calenda è un libro che mette al centro i valori fondanti dell’Europa e di tutte le democrazie. Su questo aspetto ha convenuto il ministro della difesa: «Noi abbiamo una visione del mondo fatta di equilibri, regole e legalità. Nessuno la pensa allo stesso modo, ma tutti abbiamo un’idea di cosa è valicabile e cosa no». Alla platea Crosetto ha fatto degli esempi concreti: «Possiamo votare diversamente, ma sappiamo tutti che la vita è sacra, che i confini non si violano per dei principi di legalità internazionale. Questo è un presidio che non si difende singolarmente, ma con chi condivide gli stessi valori».

