Una delle soddisfazioni maggiori che un cronista di vecchia data possa ottenere nella propria carriera è arrivare, un giorno, a vedere i giovani giornalisti e aspiranti tali interessarsi alle sue esperienze passate e trarne insegnamenti utili per il proprio percorso professionale. La vita è una staffetta e la massima soddisfazione è arrivare a consegnare idealmente il testimone della propria esperienza a chi, con nuove energie e competenze, potrà arrivare oltre il confine da te raggiunto.
Quando ho accettato l’incarico di direttore responsabile di questa testata, l’ho fatto con la convinzione che fosse il contributo che, come ormai “datato” cronista di provincia, potessi dare alla diffusione della coscienza sociale dell’impegno alla lotta contro tutte le mafie. In questo anno di vita del giornale, ho potuto toccare con mano come questo desiderio fosse condiviso da molti giovani cronisti.
Il patrimonio più importante di questo giornale sono loro. La consapevolezza che il tema della lotta alle mafie sia caro non solo a chi ha vissuto le stagioni passate di questo Paese, come me, ma anche a giovani colleghi che si avviano alla professione mi rincuora molto. Questo anno di lavoro comune ha costruito un gruppo giovane che sente profondamente la coscienza sociale dell’impegno.
Questo Paese ha un futuro. Noi, per parte nostra, continueremo a scriverlo su queste pagine.

