“Manifattura delle idee”: il cantiere per costruire un’alternativa alla destra 

“Manifattura delle idee”: il cantiere per costruire un’alternativa alla destra 

A un anno dalle elezioni politiche, a Firenze prende forma il laboratorio in cui costruire un’alternativa di governo. Si chiama “Manifattura delle idee”, il think tank che il 27 e il 28 febbraio 2026 ha fatto incontrare politici, esponenti del mondo delle imprese e della pubblica amministrazione, giornalisti e tante altre figure con i cittadini. Un luogo aperto, ricco di giovani, dove il principale partito di opposizione scalda i muscoli per affrontare le sfide che entreranno nel vivo nel 2027. Accolto dal padrone di casa, l’eurodeputato ed ex sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella, #Noi Antimafia ha osservato da vicino i tavoli tematici che hanno reso l’ex Manifattura dei tabacchi un luogo di confronto e crescita politica. 

Costruire il futuro 

A spiegare l’obiettivo dell’evento è stato Nardella: «Abbiamo voluto offrire uno spazio libero di confronto, utilizzando le esperienze della società civile, dei professionisti e della politica per creare dei veri e propri progetti». Un’iniziativa concreta, quindi, destinata a finire sui tavoli della coalizione progressista: «Alla fine di questi incontri vogliamo presentare una struttura articolata e completa di proposte e offrirla ai leader del centrosinistra, a cominciare dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che è anche intervenuta durante i lavori». Occhi puntati anche verso Bruxelles: «Il ruolo del parlamentare europeo è quello di essere un ponte tra l’Ue e il territorio, e le idee che stanno prendendo forma oggi arrivano in Europa attraverso di noi». 

Undici tavoli tematici 

Politica e società civile si sono incontrate nella seconda parte dell’evento. Le sedie che nella prima parte dell’incontro erano rivolte verso il palco hanno improvvisamente creato tante piccole agorà sparpagliate in tutta la struttura. Sono stati undici i tavoli tematici che si sono formati e ognuno ha messo al centro un tema diverso. Tra i più partecipati c’è stato quello sulla legalità, che per Nardella «è prima di tutto un valore che va declinato nei vari settori. Riguarda il rispetto dei cittadini, delle regole, la certezza della legge e della pena». Ferma è stata la critica verso i partiti di governo: «Troppo spesso la parola viene usurpata dalla destra, che la utilizza come slogan per raccogliere consensi facili facendo leva sulle paure dei cittadini. Invece bisogna offrire cose concrete. Dobbiamo ribaltare il tema: la sicurezza non è un’arma da usare per mascherare il razzismo, ma una battaglia che dobbiamo fare tutti, perché è un diritto dei cittadini». 

Da sinistra: Federica Angeli, Dario Nardella

Legalità: tante sfumature 

Per circa un’ora e mezza, il tema è stato analizzato sotto diverse prospettive. Tra i tanti interventi c’è stato quello di Federica Angeli, giornalista sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia romana, che ha raccontato la sua esperienza e illustrato il progetto Management Antimafia, ideato dal presidente dell’associazione antimafia #Noi, Massimo Coluzzi, che punta a formare i giovani su come gestire un’attività sequestrata e confiscata alla criminalità organizzata. Fondamentale anche il contributo dell’ex prefetta di Firenze, Alessandra Guidi, che ha sottolineato l’importanza di rendere cittadini e territori partecipi e consapevoli del ruolo che l’intelligence ha nel contrasto al terrorismo e all’illegalità. Presente anche Federico Gianassi, deputato Pd, che ha affermato: «Un tema così importante per la democrazia si costruisce con un confronto molto aperto, perché solo mettendo insieme professionalità diverse si può respingere l’illegalità, proprio come stiamo facendo noi oggi». 

Il ruolo dei giovani 

Dal corridoio d’ingresso alle stanze più interne, i giovani si sono dimostrati i veri protagonisti. «Trovo molto bello che ci siano molti ragazzi, soprattutto in un contesto politico come questo: vuol dire che si sentono protagonisti — ha dichiarato Nardella —. Quindi vanno incuriositi. La curiosità credo sia l’anello principale per avvicinare i giovani. Vanno date loro delle responsabilità, è questa la chiave». «I giovani a volte vengono abbandonati o trattati con paternalismo, un grande errore — ha sottolineato Gianassi —. La sfida del mio partito è quella di dare continuità al coinvolgimento dei giovani, sia negli organi dirigenti sia nell’organizzazione di iniziative». 

Salute e responsabilità 

Nonostante il successo di tutti i tavoli, il più partecipato è stato quello dedicato alla salute. Presenti, oltre a tanti esperti del settore e figure chiave del Servizio sanitario nazionale, anche gli ex ministri della Salute Beatrice Lorenzin, che ha ricoperto la carica dal 2013 al 2018, e Roberto Speranza, che ha guidato il ministero dal 2019 al 2022, in piena emergenza Covid. «Dobbiamo uscire da qui con un progetto da mettere in campo quando vinceremo le prossime elezioni politiche — ha detto chiaramente Lorenzin —. Il tema della salute è fondamentale perché riguarda la vita e il benessere delle persone, quindi è in ballo il nostro futuro». L’obiettivo del Pd, attraverso le parole dell’onorevole, sembra essere chiaro: arrivare al 7% del Pil di spesa per la sanità. «A noi servono sì le risorse, ma per fare cosa? Bisogna creare un nuovo patto sociale, un nuovo sistema sanitario che tenga conto di tre cose: l’invecchiamento della popolazione, il calo demografico e i cambiamenti climatici», conclude Lorenzin.